Casa Blu di Volturno Morani nel primo anno di vita della sua attività ha lanciato l’iniziativa “Sperimentazioni Neocostruttiviste Spaziali” finalizzata ad invitare artisti viventi e contemporanei ad importare dentro la loro arte elementi tratti dal Neocostruttivismo Spaziale. Tale Call ha richiamato l’attenzione di 5 artisti emergenti che presentiamo qui di seguito: Carlo Monopoli, Luna Miscuglio, Ivan Cagnani, Nutty Trapanig, Victoria Timoniere.
Flavio Morani e Ivan Cagnani presentano l'opera "Afterlife"

IVAN CAGNANI
Fisico e fotografo d’arte nasce a Faenza il 1 luglio 1978. Attualmente vive a Casalecchio di Reno (BO). Sin da ragazzo si appassiona alla fotografia artistica e alla macro fotografia naturalistica. Con l’ausilio di lenti e filtri addizionali in vetro inizia le sperimentazioni di fotografia astratta su pellicola. Dopo varie esperienze artistiche e scientifiche, nel 2015 si laurea in Fisica all’Università di Bologna, con una tesi sperimentale sulla misurazione della costante di gravitazione universale utilizzando un apparato di propria progettazione.
Nel 2017 organizza a Roma mostre su commissione di Ksh un’artista Norvegese; esperienza impegnativa e drammatica ma essenziale per professionalizzare in seguito la propria attività artistica.
Parallelamente all’arte continua ad approfondire gli studi fisici, essenziali per la realizzazione delle opere. Viene selezionato nel 2020 per un master a distanza in Fisica presso la Linnaeus
University a Kalmar in Svezia, in cui approfondisce i fondamenti quantistici della luce e della materia.
Nel 2022, in contemporanea a progetti sperimentali nel campo delle forze fondamentali, focalizza la sua ricerca artistica sulla serie Pianeti e firma un contatto di rappresentazione con la galleria FP-Art di Genova, a cui segue l’apertura di partita IVA come artista, il contratto con una seconda galleria di Genova, LineOutGallery, e la prima collaborazione internazionale con la galleria L’Exposition che porta ad una mostra di stampe
a Montmartre, Parigi il 3 marzo 2025.
L’arte contemporanea non solo rappresenta il campo di lavoro dell’artista ma è da sempre per lui l’ancora di salvezza nei momenti più difficili, di salute e personali. Ivan nonostante parta da una formazione scientifica che traspare nella tecnica e aspetto estetico delle sue opere porta all’interno uno studio spirituale e metafisico. Per l’Artista le leggi dell’universo e le dello spiritino si influenzano e completano. Introducendo così concetti simbolisti e trascendentali. Tale misticismo è dovuto soprattutto al percorso spirituale di ricerca affrontato negli anni della sua adolescenza e prima giovinezza. Le opere di Ivan Cagnani sono prevalentemente di natura astratta, ed anche quando il soggetto è apparentemente un fiore o un paesaggio al momento della lavorazione vengono spogliate di ciò che è riconoscibile per far emergere il simbolismo dell’opera. La tecnica si svolge sempre in tre passaggi separati nel tempo: la fotografia, l’elaborazione digitale e la stampa. La parte più complicata è sempre l’elaborazioni nel quale Ivan reitera numerose alterazioni digitali, sovente con decine e decine di passaggi, variando ogni parametro affinché il lavoro esprima il significato dell’opera e l’idea estetica della stessa nella sua mente. È fondamentale per lui stampare su supporti rigidi come il plexiglas antiriflesso rinforzato in alluminio, il vetro temperato e la pietra. A riguardo egli stesso afferma: “ Per me l’opera vera lo diventa una volta stampata, l’opera materiale, che firmo sul retro… Finché è solo un’immagine non è viva… non sono un artista digitale anche se utilizzo metodi digitali.”
"Afterlife" - La descrizione dell'Artista
“Afterlife è un’opera di fotografia astratta che, nei canoni simbolici ed estetici del neo costruttivismo spaziale, riprende il tema del giudizio universale, tipico dell’iconografia cattolica e ortodossa. I rami blu più bassi, intricati in modo disordinato, rappre sentano le anime intrappolate negli inferi. Lo spazio intermedio porta invece i suoi rami blu verso l’alto, dove essi raggiungono il loro potenziale di bellezza in una disposizione spaziosa e ordinata. Il tutto avviene sotto la luce divina di un sole rosso velato.
Ho scelto il tema del giudizio universale perché nel vostro video documentario, su Volturno Morani, parlavate anche dell’origine dello schema dei colori nell’iconografia ortodossa, e la loro inversione operata da Volturno. Allora mi è venuta in mente la scena del film Andrej Rublev in cui il protagonista doveva dipingere l’affresco del giudizio universale in una cattedrale e si struggeva perché gli mancava l’ispirazione necessaria a rappresentare un tema così importante.”
Carlo Monopoli e Flavio Morani presentano l'opera "Creazione della Materia"

CARLO MONOPOLI
Nasce a Bari, il 22 ottobre 1970 ed attualmente risiede a Desenzano del Garda (BS). Dipinge dalla tenera età, “4 anni” afferma Monopoli. Dopo aver conseguito il diploma di maturità artistica, ha conseguito studi presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi G. D’Annunzio di Pescara. Dal 1990 lavora come illustratore freelance e pittore, ricevendo numerosi riconoscimenti in vari concorsi
d’arte.
Dal 2005 al 2011 ha collaborato come artista, designer e art director con aziende specializzate nella realizzazione di affreschi e murales, partecipando a progetti sia in Italia che all’estero.
Dal 2012 è stato docente di tecniche pittoriche per il programma internazionale THE FINE ART COLLECTIVE, fornendo informazioni e formazione sul corretto utilizzo dei materiali della pittura e del disegno nelle principali Accademie d’Arte e Scuole di Alta Formazione Artistica in Italia. Dal 2020 produce tutorial e live demo in streaming sui principali canali social, creando varie opere d’arte.
Dal 2023 coordina il gruppo Urban Sketchers Desenzano, parte del gruppo globale Urban Sketchers. Nello stesso anno, ha rifondato la scuola “ArtHysteria” – bottega di disegno e pittura, a Desenzano del Garda.
“Nel tempo ho studiato e approfondito tutte le tecniche pittoriche tradizionali: dalla matita alla pittura ad olio, dall’acquerello all’originale tecnica dell’affresco, dal bozzetto alla pittura più raffinata e dettagliata.
Ho lavorato intensamente per arrivare al punto in cui non scelgo più una tecnica piuttosto che un’altra per creare un’opera; piuttosto, lascio fluire la tecnica stessa, guidata dal mio pensiero creativo”.
"Creazione della Materia" - La descrizione dell'opera
Dall’analisi del dipinto Creazione della Materia del maestro emerge uno stretto legame tra gli studi di architettura e il concetto di pittura neocostruttivista, che si configura come una ricerca della perfezione in un dialogo con il Sacro e, allo stesso tempo, con le Avanguardie del Novecento. È evidente la relazione con la matematica, la geometria, la musica, la pittura e le leggi che regolano l’universo: “in questo contesto ho concepito l’opera “creazione”: La gestualità di una mano sembra sprigionare o raccogliere un’energia che ha radici antichissime nella proporzione aurea, menzionata nel fondo e visibile in un formulario di sfondo”. Questa proporzione aurea si relaziona con una sequenza di colori e movimenti che richiama note sequenze matematiche, come quella di Fibonacci, sintetizzata in pochi termini e rappresentata dalla spirale, elemento molto apprezzato dall’artista. Il colore e la sua massa sono percepiti come vibrazioni tra stesure piene e graffi.
Flavio Morani e Nutty Trapanig presentano la "Rivisitazione di Cellula Cosmica"

Nutty trapanig
Giovanni Trapani, in arte Nutty Trapanig, nasce a Napoli e cresce a Salerno. Si è laureato presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli è un autorevole esponente, dal 1995, della Street Art, figlio degli anni Ottanta. Oggi l’arte urbana è acclamata dai critici della scena espressionista internazionale e Trapanig con la sua genialità, tra fantasia e romanticismo, manda messaggi grazie ad una straordinaria realtà creativa. La sua arte deriva dalla passione per i giocattoli e cartoni animati da cui era fortemente influenzato visiva mente e nel pensiero; egli conserva ancora i disegni che ha usato per fare con il suo madre, un professore di arte e disegno. Attivista del movimento Hip Hop, è influenzato dallo studio della storia dell’arte contemporanea e delle opere di Kelth Haring e Jean Michel Basquiat. Ciascuna delle sue opere ha come protagonista principale uno o più personaggi, sempre rappresentati in una posizione centrale, statica o meno all’inizio di un’azione che non ha ancora avuto luogo, per evi tare che lo spettatore faccia una scelta imposta.
I suoi personaggi sono armati ma innocui, nel senso positivo del ter mine, devono essere osservati in una chiave romantica, che riflette la sua visione di relazionarsi con l’arte, chiave esistenziale, ma come Resistenza Romantica agli eventi che possono attraversare le nostre vite. Dipingere per Trapanig è fare politica, prendere una posizione inviando un messaggio definito “io esisto.” Trapanig è riconoscibile dal soggetto che ha sempre rappresentato, un ibrido guerriero che ha sempre un elmo sulla testa; non è un caso che ne abbia dipinto così tanti, creare un esercito immaginario di resistenza.
"Rivisitazione di Cellula Cosmica" - La descrizione dell'opera
Rivisitazione di Cellula Cosmica è come suggerisce il titolo, la reinterpretazione secondo lo stile di Nutty Trapanig dell’opera di Volturno Morani Cellula Cosmica. Giovanni decide di non alterare ma aggiungere. L’opera di Morani diventa fonte di ispirazione e base di partenza per il viaggio dei personaggi che animano ogni quadro dell’artista. Ad aggiungersi agli animaletti troviamo il logo di Casa Blu Volturno Morani, la pinacoteca in cui sono raccolte le opere di Volturno e di molti dei nuovi artisti della corrente. Lo pone in alto con le stelle che insieme agli altri elementi astrali sono elementi essenziali della Corrente neocostruttivista spaziale. Volturno Morani affermava “ Siamo luce e torneremo luce” allo stesso modo Nutty Trapanig fa irradiare da una stella un fascio di luce che si disperde nel nero dello sfondo. Una stella che diventa umana, con l’occhio aperto, guarda osserva ciò che succede al di sotto di lei e agisce. Al contrario un altra stella chiude l’occhio, non guarda quasi a suggerire allo spettatore la duplicità della stella come quella umana.
Victoria Timoniere e Flavio Morani presentano l'opera "Oltre"

Victoria timoniere
Nasce con il sesso biologico maschile, il 14 Aprile 1997 a Firenze. Ha origini siciliane da parte di entrambi i genitori. Ha sempre avuto un’amore per l’arte che conserva inizialmente come passione intraprendendo gli studi alberghieri che interrompe all’età di sedici anni. Dopo aver intrapreso varie strade sempre legate all’arte come la recitazione, Victoria decide di riprendere gli studi superiori diplomandosi al Liceo Artistico Leon Battista Alberti. Finalmente afferma l’artista “avevo scelto la strada che mi ha sempre chiamata. Finalmente potevo esprimermi senza sentirmi giudicata”. L’Arte è stata ed è tutt’ora il motore di vita e creazione di Victoria Timoniere ma non solo, è stata epifania e spinta per intraprendere il percorso di transizione verso la vera versione di sé. Il percorso è stato lungo, coraggioso, doloroso e travagliato che si è concluso il 16 febbraio 2022 con l’operazione di vaginoplastica a Barcellona. Il punto di non ritorno e punto di inizio verso la sua nuova vita. Victoria Timoniere è una giovane artista e giovane donna che ha tutto il mondo davanti.
Piena di talento, energia, voglia di imparare e lasciarsi ispirare. Dimostrazione di ciò è stato l’estremo entusiasmo e curiosità sul Neo costruttivismo Spaziale e Volturno Morani, la sensibilità che trasmette nelle sue opere, pregne di verità, di vita vissuta… la sua. Al momento studia all’Accademia di belle Arti a Firenze ma non vede l’ora in futuro poter girare il mondo. In merito al movimento Neocostruttivista Spaziale Victoria Timoniere afferma:
“Ho scelto di far parte degli artisti NCS perché condivido i principi cardine del movimento. Ho apprezzato l’amore e la passione di Volturno Morani che ha avuto per la sua ricerca artistica, gli strumenti utilizzati per proiettare gli spettatori verso l’unione artistica figurativa di elementi apparentemente agli antipodi, contrastanti: l’elemento scientifico e l’elemento spirituale. Quello che mi affascina della sua tecnica è l’uso del colore blu e rosso. Due soli colori per spiegare la forza dello spazio e della materia e che anche per me come Morani sono fonte di ispirazione e studio.”
"Oltre" - La descrizione dell'opera
“In questo dipinto ho deciso di rappresentare simbolicamente la fase in cui il corpo è ormai mutato e con evidenti caratteristiche femminili. Il seno, i fianchi e l’organo femminile, ma pur sempre mutilato e malformato dai giudizi e pregiudizi della società in cui vive, rappresenta dalla materia ( società ) rappresentata dal colore blu che penetra nel corpo. Le mani non sono mai rappresentate, nemmeno nella mia visione astratta perché sono quella parte del mio corpo che mi crea disforia, come i piedi, mentre il viso è più evidente ed ha una propria espressione”.Finalmente ha preso coscienza di se stessa. “Ho usato la tecnica monocromatica nella resa finale, perché apprezzo Volturno Morani e Yves Klein ma soprattutto perché il messaggio che voglio esprimere in questo dipinto è proprio OLTRE, le apparenze, la storia e il dolore che si cela dietro ad un corpo astratto, blu, che ormai di fronte agli occhi della società in cui vive sembra ormai perfetto ma dentro non lo è.”
Descrizione dell'Artista
Victoria Timoniere parte e indaga il blu. La materia per i NCS, in questo caso specifico il corpo dell’artista che a colpi di spatola viene portato sulla tela. Gli elementi distintivi della nuova forma emergono in forma di linee e simbolici Rossi: l’antimateria. Antimateria che continuando il processo artistico si fonde ma solo a livello cromatico con il blu della materia, lasciando all’occhio dello spettatore un basso rilievo di ciò che è in realtà, proprio come le forme di una donna sotto gli abiti.
Luna Miscuglio e l'opera "Cogito Ergo Sum"

Luna Miscuglio
Nasce a Galatina il 17/11/1984. Si laurea all’Accademia di Belle Arti di Brera con 110 e Lode. Durante l’ultimo anno accademico e i successivi due si è occupata di organizzare e partecipare a mostre in tutta Italia e all’estero. Grazie a Vittorio Sgarbi partecipa alla 54 edizione della biennale di Venezia, padiglione Italia, con due quadri incentrati sulle radiografie. Contemporaneamente a questo tipo di lavori, principalmente digitali, si dedica alla pittura in senso più classico, ritraendo molto spesso volti e parti di corpo. Negli ultimi anni ha esposto e partecipato a progetti differenti Ricordiamo: Fiera Del Levante progetto “la valigia di cartone” della regione Puglia e Rho Fiera Milano. Attualmente collabora con la galleria OnArt di Firenze. Nel suo curriculum si contano, al momento, quattro personali.
"Cogito Ergo Sum" - La descrizione dell'opera
L’opera Cogito Ergo Sum di Luna Miscuglio, nasce dalla rivisitazione dell’opera Neo-costruttivista Spaziale Padre Nostro di Volturno Morani. Dell’opera originaria riprende i colori e l’occhio, che da due diventa uno solo che come in Padre nostro è rivolto altrove. In questo caso specifico sembra quasi guardare lo spettatore creando così una relazione diretta con l’osservatore. l’uomo che prega l’Altissimo si trasforma nell’opera di Luna Miscuglio in una statua Greca femminea. E’ la “figlia di una bellezza ideale, ma irrealistica”. Lo sguardo della donna è rivolto a sinistra e il movimento del corpo crea una duplice lettura: la donna potrebbe essere in procinto di coprirsi completamente con le vesti per non mostrare più il seno, oppure l’esatto opposto, “sta allo spettatore” afferma Luna “scegliere cosa guardare e quale significato attribuirgli”.
Descrizione dell'artista
“Il mio quadro esplora il significato filosofico della simbologia. Dio (l’occhio) è chiuso in un cerchio, quindi non ha potere effettivo sul mondo. È qualcosa di ideale e anche l’interpretazione del fedele e la percezione dell’uomo è falsata, irrealistica ed infatti è rappresentato da una statua di Creta, figlia di una bellezza ideale, ma irrealistica. Quindi per me Dio e la percezione di Dio è solo ideale e fittizia.”
